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 Sito ufficiale della Saga Deus Vult

Di Domenico Evangelista

Trama del libro:

La Corona d'Inghilterra è il primo libro della Deus Vult Saga. In questo primo libro, accanto alla grande Storia in cui i famosi protagonisti quali Guglielmo il Conquistatore, Harald Hardrada e Aroldo II si muoveranno gli intricati gangli della politica, della diplomazia e della guerra (e riguardo ciò avviso i lettori che potranno trovare i primi paragrafi un po' "lenti", anche se indispensabili per dare una schiarita al fosco quadro delle circostanze storiche), seguiremo il filo conduttore che ci porterà a conoscere i personaggi principali del racconto, ovvero Engelbert e suo fratello Ludolf, il cavaliere normanno Oursel e il norreno Sigurdr i quali, oltre ad avere in comune la giovane età, condivideranno un viaggio che cambierà per sempre le loro vite.

Engelbert e Ludolf, come dicevo poc’anzi, sono due fratelli che vivono a Gand insieme alla madre putativa, Margot. Rimasti orfani quand’erano molto piccoli, essi sono cresciuti sotto una severa aura di educazione cristiana imposta dalla genitrice, spendendo la propria vita in preghiere, scuola e lavori bassi e umili. Ma l’animo umano segue sempre la propria natura e, quando essi vengono a sapere che nella loro città un gruppo di mercenari sta reclutando uomini da portare a combattere in Inghilterra, un’inconsueta voglia innata, alimentata da puerili e vanagloriosi sogni tanto cari a ragazzini capaci e ambiziosi come loro, li spingerà ad intraprendere questo lungo viaggio di conquista e ad aggregarsi alla banda di soldati in partenza per la guerra.

Oursel, al contrario, è un giovane cavaliere di origine normanna trapiantato nel sud Italia. Egli, dopo la morte del padre, decide di abbandonare quelle terre avare di opportunità per cercare fortuna altrove e presto, questo suo girovagare inquieto e insistente, lo condurrà ad unirsi ad una piccola compagnia di cavalieri come lui diretti a Caen, luogo in cui si sta radunando l’esercito di Guglielmo per l’invasione. Nonostante l’inclinazione di un vero guerriero sia quella di rincorrere sempre gloria e onore, Oursel scoprirà presto quanto tali trofei siano poca cosa a confronto della pace interiore tanto agognata da tutti quegli stessi uomini che, fino ad allora, egli aveva sempre disprezzato.

Sigurdr, infine, è un giovane norreno vissuto per diciotto inverni alla fattoria dei suoi genitori. Quando il re norvegese proclama una leva armata in tutto il paese per la spedizione in Inghilterra, egli viene convinto dal padre Thòrdr a partire con lui e un suo vecchio amico d’avventure. Thòrdr è un veterano di mille battaglie e scorrerie, un vichingo che ha vagabondato per l’intero orbe terreste in compagnia di re Harald quand’egli era stato esiliato dal regno. Ma dopo molti anni tra Thòrdr e il sovrano non scorre più buon sangue e quanto prima il giovane norreno se ne renderà conto: tra inconfessabili segreti che sussurrano di leggendari guerrieri chiamati berserkir, inganni degni degli animi umani più malvagi e sanguinose battaglie, Sigurdr cercherà di rimanere in vita insieme al proprio genitore, da cui imparerà quanto per un vichingo sia forte ed importante un sentimento chiamato vendetta.

Inoltrandosi lentamente tra amori, lotte, sangue, leggende, antichi dei, giuramenti infranti, onore, promesse, viaggi e sofferenze il nostro racconto ripercorrerà tutte le autentiche vicissitudini che hanno posto la corona d’Inghilterra sul capo di Guglielmo il Conquistatore e al contempo collocherà ogni protagonista del libro sulla strada che, a distanza di trent’anni, li condurrà con gli eserciti di Dio alla conquista di Gerusalemme.

 

Il discorso del Papa:

Raffigurazione di Papa Urbano durante il suo discorso

 “Gente Franca, gente di oltremonti, gente, come in più delle vostre geste è manifesto, a Iddio diletta e, prescelta da lui, tanto per cagione delle terre che abitate, quanto per la fede cattolica et per l'onore di santa chiesa sopra tutte altre genti distinta: a voi il parlare nostro è indiritto, et a voi la esortazione nostra si estende. Vogliamo che siavi noto quale cagione lacrimevole abbiaci in casa vostra condutti et quale necessitade vostra et di tutta cristianitade ci abbia oer forza quivi attirati. Dal confine di Gerusalem, et dalla cittade di Costantinopoli uscita è tristissima nuova et alle orecchie nostre spesso arrivata, che gente del regno persiano, gente malidetta, gente barbara, et affatto inimica di Dio; generazione che non dirige il suo cuore et lo spirito non fida in Dio, hae invaso le terre di que' Cristiani, et halle messe a ferro, a sacco et a foco; parte ne mena per ischiavi nel suo paese; parte con genere di morte miserabilissima gli hae atterrati: le chiese di Dio dalle fondamenta rivesciate, et al rito della religione sua mancipate; gli altari lordati delle sozzure di loro rivesciano, cristiani circoncidono, il sangue di quelle circoncisioni o su degli altari spargono, o versano perentro alli vasi battesimali. Di què che piace a loro multare con morte traggonlo fuora, et legatolo ad una pertica, quelli condusono attorno frustandoli, fino a che, trattene fuora tutte le viscere, non cadono morti giu in terra; altri, legatili ad un palo, saettanli; altri stirandoli per lo collo con sciabole sfoderate fanno prova a tagliare le teste di loro in un colpo solo. Che diroe delli stupri nefandi delle donne? Peggio è a parlarne che niente dirne. Lo regno de Greci è per loro talemente mutilato, et fatto servo degli usi di loro, che non può ire piu lontano di due mesi!A chi altri dunque, se non a voi, appartiene farne vendetta, et liberarlo? a voi, a'quali il Signore Iddio ha dato sopra le altre genti gloria delle armi, grandezza ell'animo, agilitade del corpo et valore per umiliare la cima de'capello di chiunque abbia ardimento di fare a voi esistenzia! Muovano et spronino a virilitade l'animo vostro le geste delli vostri Padri; la probitade et la grandezza del Re Carlo Magno, di Ludovico figliuolo di lui et degli altri re vostri, che li regni turchi distrussono, et li confini di Santa Chiesa in quelli dilatorno. Piu di tutto voi muova il sepolcro del Signore nostro Gesù Cristo in mano delle genti immonde, muovano voi li santi luoghi trattati con tanta indecenza, et lordati con tanta inriverenza dalle sporcizie di loro. O fortissimi Cavalieri, propagine di invitti padri non vogliate degenerare, et riducetevi alla memoria la virtù de' vostri maggiori. Che se vi ritiene affetto pe' figliuoli, pe' genitori, per le mogli, or sue ricordatevi di quello dice nelle sante Vangelia il Signore Gesù Cristo: chi ama padre et madre più che me non è di me degno: chi averae abbandonato casa, padre et madre o moglie et figliuoli et possessioni per lo mio nome averà il centuplo, et possederà vita eterna. Non ritardivi dunque niuno affetto delle possessioni, niuna pena di cura dimestica; 'mperciocchè questa terra, che abitate per catuno lato serrata dal mare, et circondata di catene de' monti, è fatta al vostro nimero angusta; non trabocca di ricchezze, et a grande penna dae il necessario per vivere a tanti abitatori. Per questa cagione sempre gli uni con gli altri vi manucate, vi morsicate, vi guerreggiate, et soventi volte con ferute scambievoli vi uccidete. Adunque in fra di voi siano spenti gli odj, tacciano le liti, finiscano le guerre, si addormentino tutte le gare di controverse; prendete la via del Santo Sepolcro, strappate quella terra santa delle mani di gente nefanda, et fatela vostra; quella terra fue data da Dio in potestade alli figluioli d'Israel, come dice santa Scrittura, terra scorrente latte et miele; Gerususalem è lo umbilico et centro della terra; è paese copra d'ogn'altro fruttifero, quasi secondo paradiso delle delizie. Questo il Redentore del genere umano per sua nativitade illustroe, per sua dimora onoroe, per sua passione consacro, per sua morte redimeo, per sua sepoltura nobilitoe. Questa reale cittade adunque piantata nel mezzo del mondo, è tenuta in schiavitudine da nemici sui, et da chi non conosce Iddio, è fatta serva al culto pagano.

Ella addimanda et desidera di essere liberata, et non cessa di scongiurarvi a soccorrerla. Da voi aspetta principalmente soccorso, perchè siccome è detto, a voi sopraogni altra gente Iddio hae dato insigne gloria delle armi. Tale cammino dunque tutti afferrate per remedio delle vostre peccata, sicuri che avrete la gloria non manchevole mai del regno de'Cieli.”

Cit.:Historia della guerra sacra di Gierusalemme. Della terra di Promissione, e quali di tutta la Soria ricuperata da' Christiani. - Tradotto in italiano da Gioseppe Horologgi, 1562, Venetia, tipografia Vincenzo Valgrifi.

 

 

Con queste parole papa Urbano II infiammò gli animi dei cristiani presenti a Clermont in quel lontano e uggioso 27 novembre 1095, o perlomeno così riportano le fonti, in quanto non siamo totalmente certi che il Santo Padre Oddone parlò alla folla, anche se ciò è altamente probabile.Il battesimo di Rollone, primo duca di Normandia, nella cattedrale di Rouen(FRA)

Ho passato mesi interi a tradurre opere, testi o frasi antiche dal latino, dall’inglese, dal francese, dal tedesco e perfino dal norvegese (nell’era digitale è tutto molto più semplice e veloce) per poter dare la parola ai miei personaggi! Ho trascorso ore e giorni a leggere saggi che spaziano dalla botanica alla sociologia, dalla culinaria all’arte militare, per poter ricreare ogni identità, descrizione e carattere dei protagonisti di questo romanzo e dargli un universo in cui potersi muovere. Ho impiegato anni per finire questo lavoro e nonostante tutto sono certo che ci sarà sempre qualcosa di errato o incompleto.

Eppure sono sicuro che molti di voi, dopo aver letto queste pagine, chiudendo gli occhi e viaggiando con la fantasia potranno vedere, anche solo per un attimo, i visi degli uomini ad Hastings durante la famosa battaglia, fiutare i mille profumi dei mercati di Costantinopoli o toccare la levigata superficie della pietra della Cupola della Roccia a Gerusalemme. Se avrete voglia di seguire la mia storia torneremo indietro nel tempo, in un epoca lontana, in cui la parola di Dio ci porterà dai verdi prati dell’Inghilterra fino alle calde sabbie della Palestina, attraversando gli azzurri mari del Mare nostrum, i roventi deserti dell’Anatolia e le profonde foreste della Germania. Conosceremo contadini, mercanti, guerrieri, prostitute, re, imperatori. Visiteremo innumerevoli città, dalla fredda Nidaros fino alla piccola Beirut. Assisteremo a battaglie, naufragi, tradimenti, duelli, intrighi e omicidi, sempre accompagnati da sentimenti nobili quali la fede, il coraggio, la misericordia e l’amore ma anche dagli impulsi più primordiali tipici dell’uomo di tutte le epoche quali l’ira, la sete di vendetta e la crudeltà. Vivremo avvenimenti a cui stenterete a credere che siano realmente accaduti, avvenimenti tanto spettacolari e unici che solo chi li ha vissuti in prima persona potrà descriverli adeguatamente. Impareremo che le credenze di ognuno di noi, per quanto integre e ferme possano essere, non sono tanto forti da poter sconfiggere l’amore, l’amicizia o la compassione. Faremo un viaggio di migliaia di miglia e scopriremo che poi, questi fanatici zoticoni di un tempo che siano cristiani, ebrei o musulmani, non erano poi così tanto diversi da ciò che siamo noi attualmente e che i contrasti, i quali allora come oggi dividevano queste culture, non sono affatto insanabili come in molti cercano di farci credere. Preparatevi a partire per la peregrinatio, il passagium ultramarinum, o come diremmo oggigiorno, preparatevi a partire per la Prima Crociata.